Il marketing del panettiere

Semplici strategie di marketing e vendite per le imprese di domani

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Come creare un metodo di vendita

Pubblicato da Michele Zanchin su maggio 27, 2012

Introduzione.

Chi mi conosce sa che da sempre sono un fans sfegatato del web marketing.

Trovo eccezionale gli strumenti che possono aiutare la forza vendita al giorno d’oggi.

Mi é successa tuttavia una cosa curiosa che mi ha fatto molto riflettere e voglio condividerla conte.

Devi sapere che una cosa che mi affascina é il posizionamento sui motori di ricerca (SEO). Arrivare primi su Google é un pò come settare una macchina da Formula Uno. Gioie e dolori per un tecnico come me. Qualche tempo fa stavo approfondendo delle tematiche relative al SEO ed ho voluto analizzare il sito di un amico che lavora vendendo prodotti via Internet.

Dal punto di vista SEO il suo sito non esiste. Che gioia per me potergli mandare una email da buon maestrino e dirgli: “Caro Davide, il tuo sito é pieno di difetti. Non sarai mai indicizzato. Devi fare questo e poi quello, ecc. ecc.”

La risposta é stata lapidaria e mi ha lasciato basito: “Caro Michele, il posizionamento SEO non fa parte del mio metodo di vendita. Grazie e Ciao”.

No, no, aspetta, aspetta e vediamo se ho capito bene.

Una persona ha il suo core business attraverso Internet. Se manca l’ADSL può andare in vacanza quando vuole ed essere primi su Google non é importante.

Alzo il telefono e chiamo Davide immediatamente: “Bello, spiegami sta faccenda relativa al fatto che il SEO non é importante”.

“Ebbene si, caro Michele, nel mio modello di vendita il SEO non é importante. Il mio modello di vendita si basa sull’acquisire contatti attraverso campagne Pay Per Click, ossia campagne a pagamento su Internet, a questi contatti mando delle e-mail in cui propongo i miei prodotti. Statistiche alla mano so che circa il 2% dei miei contatti diventerà un cliente e che questi clienti ricompreranno nel 40% dei casi. I miei prodotti e la loro fascia di prezzo permette di coprire i costi di acquisizione. In questo momento sono concentrato nel migliorare le campagne di acquisizione dei lead e proporre prodotti dall’alto valore aggiunto”.

Su quello che mi ha detto il mio amico possiamo aprire un dibattito infinito su chi crede che sia giusto lavorare così e chi crede di no.

La cosa certa é che il mio amico ha nella sua testa una processo ben preciso di vendita.

Davide ha un metodo di vendita. Forse non é il miglior metodo possibile ma senz’altro questo é un processo che lui domina.

La tua azienda ha un metodo di vendita?

Ti rispondo io in base alla mia esperienza personale: no.

La maggior parte delle aziende non ha un metodo di vendita.

La maggior parte delle aziende ha una combinazione di metodi di vendita che permettono “nella migliore delle ipotesi” di navigare a vista.

Ti faccio un paio di esempi così ci capiamo meglio.

Supponiamo che l’azienda Alfa normalmente non abbia agenti ma per la Toscana decida di utilizzare la professionalità di un agente fiorentino perché non vende il quella zona.

Il ragionamento non fa una piega.

Peccato che l’azienda Alfa non sia organizzata per gestire un agente. Dovrà rapidamente imparare le norme che disciplinano le relazioni tra azienda e agente, dovrà dedicare una persona dell’azienda alla formazione dell’agente e nella migliore delle ipotesi non saprà se la performance di vendita dell’agente sia da buono o da ottimo.

Se l’azienda Alfa fosse invece strutturata per avere un rappresentante per ogni provincia avrebbe oltre 100 rappresentati in Italia. Avrebbe esperienza di contratti ed in più per la formazione degli agenti potrebbe dedicare la stessa risorsa interna oppure dei seminari via Internet.

Vediamo un altro caso.

L’azienda Beta opera nel campo del mobile ed é specializzata in armadi per camere.

Come potrebbe essere il suo metodo di vendita?

L’azienda potrebbe produrre per altri marchi oppure vendere sotto il suo brand.

I clienti in questo caso sarebbero molto diversi.

Nel primo caso i suoi clienti sarebbero aziende mentre nel secondo caso i suoi clienti sarebbero privati.

Il modello di acquisizione sarebbe chiaramente diverso.

Se l’azienda decide di rivolgersi a privati dovrà fare molte fiere ed avere commerciali che lavorano il sabato e la domenica.

Se l’azienda decide di rivolgersi ad aziende dovrà avere commerciali che visitano le fiere per trovare espositori che decidano di far produrre a Beta gli armadi.

Non mi avventuro sui modelli produttivi perché esulano dal contenuto di questo articolo ma anche in questo caso le ripersussioni sarebbero piuttosto rilevanti.

Ma allora qual’é la ricetta per un metodo di vendita?

La ricetta per un metodo di vendita efficace é fatta da una linea dritta che unisce i seguenti punti.

1. Sistema di acquisizione contatti

Per individuare il sistema di acquisizione devi ragionare bene su queste domande

Cosa fa il mio cliente la domenica?

Usa i miei prodotti oppure no? Dorme fino a tardi, oppure si sveglia presto per correre? Oppure molto semplicemente il mio cliente é una azienda ed é chiuso? Possibile che siano chiusi gli uffici e qualcuno é in fiera?

Dove lo trovo il mio cliente?

In base alla risposta che ti sei dato prima dovrebbe essere semplice poter trovare una risposta.

2. Sistema di qualificazione contatti

Adesso che hai una bella lista di contatti che te ne fai?

Devi sapere a chi ti rivolgi. Si tratta di multinazionali, di piccole imprese o di privati?

Come fai a “dare una forma” a queste entità?

Visiti il sito internet? Consulti un database di imprese? Mandi una e-mail sperando che qualcuno risponda? Vai tu in avanscoperta e fai una visita a sopresa?

In ogni situazione devi avere una persona in grado di qualificare il tipo di cliente in base al criterio di qualificazione. Conosco persone bravissime nel fare telefonate commerciali ma se visitano il sito di una azienda non riescono a capire con chi stanno parlando. Conosco anche delle “macchine” da visite a sopresa che non saprebbero scrivere una e-mail. Infine l’e-mail é il mezzo giusto oppure é meglio un fax (che si usa ancora tanto).

Applica con costanza un sistema di qualificazione.

3. Sistema di chiusura vendite

Quale sistema usi per chiudere la vendita? Hai bisogno di una firma su un contratto oppure basta un ordine telefonico? Oppure hai un e-commerce dove il cliente si arrangia a fare tutto?

In qualsiasi caso ogni sistema presenterà delle criticità.

Nel caso della firma su un contratto avrai bisogno di qualcuno che sia un buon negoziatore mentre nel caso dell’e-commerce avrai bisogno di un buon consulente che conosca come avvengano le transazioni su internet e vada ad eliminare tutte le possibili criticità.

Come vedi ogni sistema di chiusura porta a delle soluzioni be diverse.

4. Sistema di ri-vendita

Quale sistema usi per fidelizzare il cliente? Hai un sistema per vendere al cliente anche altre cose in un secondo momento? Se oggi compro un paio di sci domani potrei avere bisogno di un paio di scarponi o di una tuta. Hai già pensato a come fare per vendere altre cose?

Ti lascio con questa immagine.

Si tratta di un orologio a biglie dove queste segnano i minuti e le ore. Per fare questo ogni minuto una biglie di acciaio fa un percorso complesso ma ben determinato e mettendosi assieme ad altre biglie forma un orologio. Carino vero? Cosa centra l’orologio? Il tuo metodo di vendita può anche essere complesso ma devi avere ben presente tutti i passaggi che lo formano. Se é così puoi miglioralo altrimenti rischi di perdere qualche affare per strada.

Buoni vendite.

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Mi serve la tua opinione: che ne pensi di un corso via email?

Pubblicato da Michele Zanchin su marzo 10, 2011

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Come fidelizzare i clienti con servizi low cost

Pubblicato da Michele Zanchin su aprile 9, 2010

E’ possibile fidelizzare i clienti con senza spendere una fortuna in garanzie di 5 anni ed uffici di customer service?

Si, se hai presente cos’é il valore per il cliente.

Ecco un esempio

Nel mio lavoro ho la necessità di disporre di una grande varietà di flyer (volantini). Ogni prodotto ha un proprio flyer.

Problema: ad ogni fiera, evento o richiesta di un cliente devo andare in un polveroso magazzino e comporre una particolare combinazione  di questi volantini andando a ridurre così le ore che dedico alla vendita vera e propria.

Il secondo problema é che non ho mai il controllo delle scorte di questi volantini. Per fare le cose fatte bene ci dovrebbe essere un magazziere che gestisce anche queste cose ma mi sembra abbastanza assurdo.

Ecco l’idea: perché devo gestire io questa incombenza? Perché non chiedere al mio fornitore di volantini di gestire lui stesso queste scorte? Io gli pago i volantini come se me li stampasse però lui me li consegna solo nel momento che glielo chiedo, nelle varietà e nelle quantità che gli chiedo. Vantaggio per entrambi: io dedico più tempo alle vendite e meno “alle carte” e lui ha la certezza che difficilmente potrò cambiare fornitore visto che io ho un servizio un personalizzato.

Fatemi sapere se é ulteriormente migliorabile, grazie.

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66 cose che devi sapere sui tuoi clienti

Pubblicato da Michele Zanchin su aprile 6, 2010

Quali sono le 66 cose che devi assolutamente sapere sui tuoi clienti? Harvey Mackay le ha raccolte nel mitico fascicolo Mackay66 da tenere sempre alla nostra portata nel nostro ufficio vendite. Il fascicolo contiene tutta una serie di informazioni personali sui nostri clienti come ad esempio il nome della moglie e dei figli o meglio ancora l’orientamento politico o la squadra preferita. Lo scopo é quello di poter fortificare la relazione con il cliente evitando di fare affidamento sulla memoria.

Mi é appena capitato un fatto divertente al lavoro e lo voglio condividere.

Un venditore di servizi di copisteria viene a visitarmi in azienda per portarmi un’offerta che ho richiesto. Preciso che siamo alla seconda visita commerciale. Il signore in questione porta con se nella mano sinistra la valigetta con il corredo di vendita e nella destra un plico di fogli. Quando deve chiamarmi per nome, alza il plico di fogli, lo porta davanti agli occhi e lo legge a voce alta.

La scena di ripete ogni volta che deve chiamarmi per nome.

Una situazione davvero surreale.

Probabilmente il plico era la mitica lista di informazioni Mackay66 preparato dalla sua segretaria o dall’ufficio commerciale interno.

Un consiglio: scrivetevi tutto ma alcune cose, come il nome del cliente, imparatelo a memoria prima di fargli visita.

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Il ruggito della mucca viola di Seth Godin

Pubblicato da Michele Zanchin su novembre 11, 2009

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La mucca viola di Seth Godin

Pubblicato da Michele Zanchin su novembre 11, 2009

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Web 2.0? Si ma a base di pasta al tonno.

Pubblicato da Michele Zanchin su maggio 22, 2009

Lago é una delle realtà più all’avanguardia nell’implementazione del Web 2.0. Io ne ho voluto sapere qualcosa di più e sono stato costretto ;-) a cucinare per 16 persone in piena filosofia “marketing del panettiere”.

Preparazione pomodorini

Preparazione pomodorini

Lean Manufacturing

Lean Manufacturing

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Il mondo é un posto sexy

Pubblicato da Michele Zanchin su novembre 19, 2008

Se “Victoria’s Secret” non vi dice niente forse vi dice qualcosa “Intimissimi”. Quest’ultimo é un brand della prima azienda che vale la pena un pò di raccontare. Ho scoperto la storia di questa azienda sul bellissimo “Trading-Up – La rivoluzione del lusso accessibile” che sto leggendo. Il CEO di Victoria Secret’s ha fatto in modo che tutte le donne si sentissero sexy acquistando lingerie di qualità ad un prezzo accessibile. Quello che ci sta dietro é una storia di passione per i prodotti e ricerca dell’eccellezenza che sfocia nel maniacale.

Cercerò di riprendere quando prima questo articolo per raccontare un pò come questa azienda é ormai leader nel mondo. Intanto fate un giro nel sito www.victoriassecret.com

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La scoperta delle 4C

Pubblicato da Michele Zanchin su ottobre 15, 2008

Sto leggendo “Trading Up – La rivoluzione del lusso accessibile” e nella bella prefazione di Andrea Illy egli dice parlando dell’eccellenza dei prodotti “re-inventare il marketing mix passando dalle celeberrime 4P alle 4C: Cuore (passione per fare tutto), Cliente il quale genera Cash che a sua volta genera Crescita. In quello che ha detto Illy mi piace che alla base ci sta il Cuore.

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La (non) importanza del prezzo

Pubblicato da Michele Zanchin su ottobre 15, 2008

Ero al supermercato (il paradiso di ogni buon uomo di marketing) per fare la spesa. Tra le cose che dovevo prendere c’era anche la pancetta a cubetti visto che dovevo organizzare una carbonara con gli amici.
Quando sono stato sullo scaffale dei freschi ho trovato 2 confezioni di marchi noti a prezzo alto, 1 di marchio non noto a prezzo medio alto e 1 a prezzo molto basso.
La mia scelta è ricaduta sull’acquisto della pancetta di marchio non noto a prezzo medio alto.
Per prima cosa ho pensato che la qualità si paga. Come seconda cosa ho pensato che anche il marchio si paga. Ed fine infine ho pensato di non voler correre rischi acquistando un prodotto troppo economico. Morale della favola: quando si sviluppa un prodotto il prezzo è uno dei fattori da tener conto, ma ce ne sono anche altri. Ridurre i margini sperando di aumentare le vendite potrebbe non essere la strategia giusta per formulare una corretta offerta.

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